Pmi e banche hanno un nemico comune

Per le piccole e medie imprese è quasi una tradizione considerare gli istituti di credito come degli avversari, eccezionalmente negli ultimi mesi banche e Pmi, stanno però combattendo la medesima battaglia contro un nemico comune.

Per capire di cosa si tratta dobbiamo tornare indietro al 2014. Il 1 Gennaio 2014 il Parlamento europeo ha approvato lo “Sme supporting Factor”, dove “Sme” sta per small and medium enterpries (ovvero piccole e medie imprese). Si tratta di un fattore di ponderazione da applicare ai soli finanziamenti alle piccole e medie imprese che permette di compensare l’aumento dei requisiti di capitale imposto da Basilea 3. In base a questa regolamentazione le Pmi sono considerate più rischiose delle grandi imprese e quindi le banche avrebbero dovuto prestare a condizioni peggiori, o prestare meno; lo Sme supporting Factor viene introdotto come modifica regolamentare proprio con l’obiettivo di mitigare questi effetti.

Come hanno evidenziato il quotidiano La Repubblica del 16 Novembre e Milano Finanza con un articolo dell’11 Novembre, il correttivo Sme supporting Factor è però una norma transitoria e l’autorità europea di regolamentazione bancaria (Eba) non è favorevole alla proroga di questo istituto. La sua cessazione avrebbe per molti paesi, dove le piccole e medie imprese giocano un ruolo importante nell’economia, effetti deleteri. In Italia, dove le Pmi producono il 67,7% del valore aggiunto, si tratterebbe di circa 20 miliardi di finanziamenti che sarebbero impossibili da ottenere o avverrebbero a tassi più elevati. Nonostante i riconosciuti benefeci ottenibili, non è però detto che l’Italia possa avere tanti alleati all’Eba oltre alla Spagna e altri paesi secondari a supporto dello Sme supporting Factor; il timore è che si ripeta una nuova spaccatura tra paesi del centro e del nord Europa e paese meridionali.

A combattere in prima fila per favorire il credito alle Pmi c’è ora soprattutto l’Abi, l’associazione delle banche italiane che con il suo paper dell’ottobre scorso argomenta a favore del mantenimento e dell’allargamento dello Sme supporting Factor anche a finanziamenti superiori a 1,5 milioni.
Non rimane però molto tempo: entro il prossimo febbraio all’Eba dovranno pervenire tutte le osservazioni e spetterà poi alla Commissione europea decidere definitivamente entro febbraio 2017.

Studio Eidos è partner delle imprese e ritiene che la conoscenza di queste tematiche sia un fattore rilevante per progettare insieme alle Pmi delle strategie per il futuro. Studio Eidos continuerà anche nei prossimi mesi la sua politica di informazione, non esitate a contattarci per ulteriori approfondimenti.

Raffaella entra nel team di Studio Eidos

Raffaella Sbrana dopo il suo periodo di stage in Studio Eidos, dal mese di novembre è entrata nel team a tutti gli effetti come Junior Consultant. Facendole i nostri complimenti e augurandole il nostro miglior “in bocca al lupo”, vi segnaliamo il suo curriculm.

Raffaella, dottoressa magistrale in “Strategia, Management e Controllo”, si è laureata con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Pisa.  Per Studio Eidos svolge attività di supporto alle PMI nell’elaborazione di piani industriali e in particolar modo nell’implementazione e nel mantenimento del Modello Organizzativo ex D. Lgs. 231/2001.

Il credito riparte: la vostra azienda è pronta? Chiedetelo a noi

Piccoli segnali di ripresa bussano alla porta delle imprese italiane. Il secondo rapporto di Bankitalia sulla stabilità finanziaria 2015 mostra un rafforzamento dell’economia italiana ed un progressivo miglioramento delle condizioni di offerta dei prestiti bancari, che dovrebbero tornare a crescere nel 2016.

Migliorano le condizioni di offerta dei prestiti, ma per tutti?

Dall’analisi effettuata dalla Banca d’Italia emerge che le condizioni finanziarie delle imprese italiane appaiono in miglioramento per la prima volta dall’inizio della crisi. I dati a disposizione confermano che si sono ridotte le difficoltà di rimborsare i debiti e sono cresciute le opportunità di accedere a nuovi finanziamenti. Anche la redditività sembra avere ripreso lievemente a crescere. Un altro fattore importante da non trascurare è la fiducia degli imprenditori che secondo l’indagine effettuata dalla Banca d’Italia due terzi delle imprese prevedono di chiudere i bilanci del 2015 in utile. L’indebitamento finanziario delle imprese, seppure ad un livello ancora elevato, sta diminuendo e ciò può contribuire a migliorare ulteriormente le condizioni di accesso al credito.

Ma non sarà purtroppo per tutte le imprese così facile! Le banche stanno da ormai diversi mesi uscendo dalle imprese più vulnerabili per posizionarsi su quelle meno rischiose. Del resto nonostante il trend di crescita dei crediti deteriorati delle banche abbia visto una frenata al 13,5% dal 14,2% di agosto, a settembre le sofferenze sono salite oltre la soglia dei 200 miliardi rispetto i 198 miliardi del mese precedente. Nel dettaglio, di questi 200 miliardi sono circa 143,4 miliardi i prestiti in sofferenze verso le imprese.

Le banche non possono più permettersi di fare impieghi su clientela con basso merito creditizio poiché ciò implica elevati accantonamenti ed elevati costi di gestione. Se un’impresa vuole accedere ai finanziamenti senza particolari problemi deve prestare molta attenzione al proprio merito creditizio e se necessario apportare delle modifiche continue e costanti alla propria operatività giornaliera. Studio Eidos può supportare l’azienda in questo e non solo: non siamo una semplice società di consulenza ma un fidato partner quotidiano per le imprese.

Non esitate a contattarci per ulteriori informazioni.