Adesso è tempo di crescere!

Dopo mesi di attesa il governatore della BCE Draghi ha finalmente tirato fuori le armi pesanti per contrastare il rischio di deflazione e sostenere la ripresa dell’area euro. Dal mese di marzo 2015 fino a settembre 2016 la Banca Centrale acquisterà 60 miliardi di euro al mese di titoli investment grade sul mercato con la possibilità di estendere la scadenza se l’inflazione non sarà tornata sul livello di riferimento del 2%.

Il programma prevede l’acquisto di titoli per un totale di 1.140 miliardi di euro. Unica nota in chiaroscuro dell’operazione è avere lasciato l’80% del rischio in capo alle banche centrali dei singoli Paesi (probabilmente per accontentare il Presidente Weidmann della Bundesbank come riportato in Milano Finanza del 24 gennaio 2015). Crediamo che occorrerà sicuramente un po’ di tempo per capire gli effetti sull’economia reale anche perché il piano di acquisti inizierà tra un mese ma le prime impressioni sembrano molto positive. Ne Il Sole 24 Ore di mercoledì 28 gennaio 2015 sono riportati i primi commenti di Bankitalia tramite il suo portavoce vice direttore generale Panetta il quale alza nettamente le stime di crescita dell’economia italiana per i prossimi due anni che erano previste prima del QE a +0,4% nel 2015 e + 1,2% nel 2016.

Che sia davvero la volta buona? La crescita per essere strutturale e duratura deve passare dai governi dei paesi dell’eurozona. Gli stimoli della BCE aiutano molto ma non possono essere gli unici strumenti. Oltre alla politica monetaria serve politica economica.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *