Azienda in crisi? Il perchè è scritto negli indici aziendali

Quando un’impresa può definirsi in crisi? E soprattutto, cosa s’intende per crisi? A queste domande risponde anche l’articolo “Analisi degli indici aziendali per «comprendere» la crisi” pubblicato su Il Sole 24 Ore lo scorso febbraio ma tuttora di assoluta attualità.

Di fondamentale importanza è l’analisi delle cause che hanno condotto l’azienda ad una situazione di difficoltà. Lo stato di crisi “può avere origine da inefficienza, oppure da sovracapacità, a sua volta determinata da calo dei volumi o da eccesso di investimento”. In altre parole, la crisi può essere dovuta “all’incapacità dell’impresa di produrre a prezzi competitivi, o tali da coprire i costi” oppure alla “presenza di investimenti (in genere in immobili o impianti) eccessivi rispetto alla capacità di sopportazione”.

Come può l’imprenditore comprendere se si trova in uno stato di crisi sanabile o irreversibile (stato di insolvenza)? La distinzione tra le due situazioni è fondamentale per decidere quali misure di intervento adottare ma non sempre è semplice e immediata ed è qui che interviene lo strumento dell’analisi per indici.
Al fine di evidenziare i punti di criticità dell’azienda è necessario sviluppare l’analisi degli indicatori di performance secondo due dimensioni:

  • rispetto agli anni precedenti (andamento temporale)
  • rispetto ai concorrenti (andamento settoriale).

In base alla nostra esperienza nell’analisi per indici è di fondamentale importanza una corretta riclassificazione dei dati di bilancio. Il bilancio contiene tutte le informazioni utili a comprendere ed analizzare la storia di un’azienda, ma per poter rendere queste informazioni significative e fruibili occorre impostare una rielaborazione coerente con il modello di business aziendale e che metta in evidenza le dimensioni rilevanti per l’analisi che si intende svolgere: mercato, cliente, prodotto, etc. In particolare, al fine di valutare l’efficienza aziendale, la dimensione più indicata per svolgere l’analisi è il flusso di valore (lean accounting). A titolo esemplificativo, un altro elemento interessante da analizzare ai fini dell’efficienza operativa è la capacità produttiva non sfruttata (ore manodopera, ore macchina inutilizzate, etc.).
Particolarmente rilevante e attuale per l’analisi patrimoniale e finanziaria, è lo stock dei crediti, che negli ultimi anni ha visto una generalizzata tendenza all’aumento. Tale crescita porta ad un aumento del Capitale Circolante Netto con un maggior assorbimento di liquidità e un peggioramento nella valutazione dell’azienda da parte del sistema bancario.

Grazie all’analisi per indici è possibile quindi individuare le cause della crisi e di conseguenza l’imprenditore è nella condizione di decidere che tipo di intervento attuare e in quale ambito (commerciale, efficienza operativa, etc.).

foto credits: Quinn Dombrowski

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