Banca–Impresa: troppi vincoli compromettono il rapporto

Il rapporto banca-impresa è destinato ad irrigidirsi ancora di più a causa delle nuove regolamentazioni definite dall’Autorità Bancaria Europea (EBA). Le recenti modifiche alla classificazione dei crediti delineate dalla Banca d’Italia avranno necessariamente impatto sulle imprese e sulla gestione della finanza aziendale. Come riportato nella relazione Consob del Presidente Visco e ne Il Sole 24 Ore del 12 maggio 2015 occorre spezzare il circolo vizioso del “bancocentrismo” onde evitare che questa dipendenza diventi davvero rischiosa per le PMI.

Cosa cambia per le banche e per le imprese?

Con l’ultimo aggiornamento del 20 gennaio 2015 della circolare 115 del 7 agosto 1990 (“Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni di vigilanza su base consolidata”), Banca d’Italia ha modificato le definizioni di attività finanziarie deteriorate allo scopo di allinearle alle nuove nozioni di Non-Performing Exposures e Forbearance introdotte dalle norme tecniche di attuazione relative alle segnalazioni statistiche di vigilanza consolidate armonizzate definite dall’EBA.
Vengono abrogate le nozioni di esposizioni incagliate e ristrutturate. Le attività finanziarie deteriorate per cassa e “fuori bilancio” vengono pertanto ripartite in:

  • Sofferenze
  • Inadempienze probabili, esposizioni creditizie per le quali la banca giudichi improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie.
  • Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, che sono scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni e superano una prefissata soglia di materialità

Le banche inoltre dovranno comunicare alla Banca d’Italia, nelle rivelazioni statistiche trimestrali, anche le fasce di scaduto delle esposizioni ripartite come segue: “fino a 1 mese”, “da oltre 1 mese fino a 3 mesi”, “da oltre 3 mesi fino a 6 mesi”, “da oltre 6 mesi fino a 1 anno”, “da oltre 1 anno”. Questo ci preoccupa molto: l’introduzione delle fasce di scaduto da 0gg a 90 gg può diventare un vero problema per le aziende e compromettere il rapporto con le banche.

Via d’uscita

Visco nel suo intervento suggerisce di creare un mercato finanziario avanzato in grado di canalizzare parte dei risparmi privati alle PMI. Detto ciò crediamo che serva una riflessione approfondita poiché troppi vincoli sul capitale delle banche rischiano di compromettere la ripresa dell’attività produttiva e la crescita economica. Studio Eidos continuerà anche nei prossimi mesi la propria politica d’informazione rivolta alle imprese poiché crediamo che la conoscenza di queste tematiche sia il punto di partenza per progettare insieme le PMI del domani in questo nuovo contesto competitivo.

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