Breaking Bad Bank: il rilancio del credito passa anche da un intervento pubblico

Care aziende, nonostante l’abbondante liquidità e i bassissimi spread presenti attualmente sul mercato, volenti o nolenti l’accesso al credito dipende principalmente da un semplice numero proveniente da un algoritmo: il rating! Questo non deve essere un problema ma, con l’esperienza ultradecennale di Studio Eidos, può diventare un’opportunità. Cerchiamo di capire meglio il contesto in cui ci troviamo.

Qual’è lo stato ad oggi delle imprese e delle banche?

Negli ultimi mesi, come evidenziato dal “Rapporto sulla stabilità finanziaria 1/2015” di Banca d’Italia, si è assistito ad un graduale riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese e al miglioramento delle condizioni di liquidità e di accesso ai finanziamenti esterni. Analizzando la situazione con maggiore attenzione è però evidente che le condizioni finanziarie delle imprese sono in realtà molto eterogenee tra di loro; una fascia rilevante di aziende di piccola e media dimensione continua ad operare con scorte di liquidità molto ridotte a cause delle proprie difficoltà di accesso al credito. Elementi come la solidità patrimoniale, la dimensione e i mercati di sbocco influenzano le scelte di finanziamento da parte delle banche e conseguentemente il numero di piccole aziende che hanno chiesto e non ottenuto credito resta decisamente più elevato rispetto ad aziende di maggiori dimensioni.

Recentemente il governatore di Bankitalia Visco è intervenuto in merito alla situazione del nostro sistema bancario. Come riportato nei più importanti quotidiani nazionali, Visco ha spiegato come “i bilanci bancari continuano a risentire della protratta debolezza dell’attività economica, che pesa sulla qualità del credito e sulla profittabilità degli intermediari”. Come ben noto, dal 2008 al 2014, per effetto della grave recessione, abbiamo assistito ad un forte peggioramento della qualità del credito. Alla fine del 2014, secondo i dati di Banca d’Italia, la consistenza di prestiti deteriorati per il totale delle banche è stata pari al 17,7% dei prestiti. Per limitare i danni, all’aumentare dei crediti in sofferenza, le banche hanno concesso nuovi impieghi solo ai clienti considerati meno rischiosi andando così a rendere più marcata la sopracitata eterogeneità di trattamento rivolto alle imprese.

Possibili soluzioni di rottura

Visco ha aggiunto nel suo intervento che per far fronte al tema dei crediti deteriorati è importante rispondere con un intervento pubblico tramite la creazione di una Bad Bank, cioè una società in cui far confluire i prestiti che possono andare incontro a una possibile perdita di valore. L’istituzione di una società specializzata per l’acquisto dei crediti deteriorati e la conseguente riduzione del peso delle partite anomale dei bilanci delle banche avrebbero numerosi effetti positivi:

  1. Minori costi di gestione e maggiore trasparenze dei bilanci che consentirebbero alle banche una più forte capacità di attrarre capitali a l’accesso ai mercati della raccolta all’ingrossi;
  2. Eliminazione dei vincoli all’offerta dei prestiti contribuendo al riavvio del mercato dei credito e alla ripresa degli investimenti;
  3. Maggiore concorrenza sul mercato bancario e guadagni di efficienza;
  4. Sviluppo del mercato dei crediti deteriorati per effetto della maggiore trasparenza di prezzo che verrebbe posta in essere.

Abbiamo affermato più volte che il quantitative easing della BCE da solo non basta per stimolare il credito alle PMI. Ben venga quindi una Bad Bank con il compito di liquidare i crediti deteriorati e liberare da questa incombenza gli istituti bancari che potrebbero così fare impieghi anche su imprese più rischiose.

Nel frattempo le aziende non devono mai dimenticare di fare i compiti a casa e soprattutto imparare a gestire il proprio rating in fase di bilancio e durante tutto l’anno!

Adesso è tempo di bilanci, è il migliore momento per aiutarvi a governare il vostro rating. Non esitate a contattarci!

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