Derivati sui tassi d’interesse, ecco perché approfittarne

La politica di espansione monetaria della BCE tramite quantitative easing sta portando ad un abbassamento generale dei tassi d’interesse e quindi a migliori condizioni per le aziende che ricorrono al credito. Se prendiamo come riferimento il tasso IRS a 10 anni osserviamo che nell’ultimo periodo ha subito un’accelerazione al ribasso passando dallo 0,80% di gennaio 2015 allo 0,56% attuale (fonte: www.euribor.it); la stessa dinamica si è avuta su tutta la curva dei rendimenti.

Ma cosa sono gli IRS e come possono le aziende approfittarne?
I libri accademici, quali Hull e Caparrelli, ci dicono che l’Interest Rate Swap (IRS) è un contratto mediante il quale due controparti si obbligano a scambiarsi, in date stabilite e per un periodo di tempo prefissato, flussi di interesse calcolati applicando ad uno stesso capitale nozionale due diversi tassi di interesse. Normalmente una controparte riceve un tasso fisso, costante per tutta la durata del contratto e l’altra riceve un tasso variabile, solitamente parametrato all’Euribor, calcolato con cadenza normalmente semestrale o trimestrale.
I derivati sono spesso visti dall’opinione pubblica negativamente forse perché in passato sono stati promossi dalle banche al fine di ottenere grosse commissioni nascoste ma se utilizzati dall’azienda in maniera opportuna possono portare benefici all’attività. Non dobbiamo infatti dimenticare che la finalità principale dei derivati non è la speculazione ma la copertura dei rischi. Con la sottoscrizione di un IRS è possibile eliminare il rischio tasso d’interesse, trasformando in modo rapido ed efficace la tipologia dell’indebitamento aziendale da tasso variabile a tasso fisso o viceversa.
Riteniamo che un imprenditore in questo periodo storico caratterizzato da un livello di tassi d’interesse molto basso dovrebbe seriamente valutare un’operazione di copertura di rischi sui propri debiti finanziari.

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