Eureka! Una strategia comune è possibile

Uno tra tanti gravi rischi per la nostra economia è che si verifichi una mortalità eccessiva delle imprese che colpisca per asfissia finanziaria anche le aziende che avrebbero il potenziale per tornare a prosperare dopo questa crisi.”

Timori e auspici

Da queste parole ancora attuali di sei anni fa pronunciate da Mario Draghi, quando era Governatore della Banca d’Italia, capiamo perfettamente quali sono i timori e i rischi a cui può andare incontro l’economia europea e italiana. Le misure non convenzionali attuate dalla Bce cercano di scongiurare questo rischio e per il momento si sono dimostrate molto potenti anche se, come ha precisato recentemente Draghi, il quantitative easing deve restare in piedi per tutto il tempo necessario per avere effetti positivi su investimenti, consumi, inflazione e distribuzione della ricchezza”.

Dati e possibili soluzioni

Come riportato ne Il Sole 24 Ore del 21 maggio le sofferenze nei bilanci delle banche italiane con la crisi sono cresciute fino a 190 miliardi di euro ed in generale lo stock dei crediti deteriorati rappresenta il 20% degli impieghi totali. Per cercare di far ripartire il mercato dei non-performing loans gli ispettori del Fondo Monetario Internazionale hanno suggerito al governo italiano di incoraggiare la costituzione di una società veicolo da destinare alla gestione dei crediti deteriorati. Il Ministro Padoan ha ribadito l’importanza di trovare una soluzione al problema delle sofferenze e ha annunciato che è allo studio una specifica metodologia per il calcolo del prezzo degli asset deteriorati per poi dare il via libera al piano di Bad Bank.

Riflessione a voce alta

Le difficoltà delle aziende in questo nuovo contesto competitivo si manifestano normalmente con la diminuzione del lavoro, l’aumento dei crediti problematici, la riduzione dei margini di redditività ed in generale con la carenza di liquidità che va a gravare sui pagamenti ai fornitori e sulla capacità d’investimento.
La cosa curiosa e interessante a nostro giudizio è che le imprese hanno gli stessi identici problemi del sistema bancario.
Pensateci! L’economia è per tutti gli operatori semplicemente l’incontro di domanda e offerta.

Provocazione

E’ lecito immaginare soluzioni per le imprese simili a quelle del sistema bancario. Perché le aziende non si liberano di assets non remunerativi o non strategici concentrandosi sul core-business? Perché non avviano un processo di outsourcing delle attività a non valore aggiunto? Perché le imprese non creano una “Bad Company”, cioè una società di gestione accentrata dei crediti commerciali? E potremo continuare ininterrottamente.

Le strategie che le banche e le imprese possono intraprendere sono le stesse ma per fare tutto ciò naturalmente occorre pianificare accuratamente il progetto di riassetto aziendale realizzando un business plan che rappresenti perfettamente gli obiettivi e le idee imprenditoriali.

Studio Eidos è partner delle imprese e vuole immaginare insieme a voi imprenditori nuovi modelli di business, contattaci per parlarne con noi.

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