Imprese familiari, il meglio del capitalismo italiano

“Il mio segreto? Fare sempre diverso dagli altri, avere fede, tenere duro e non tradire il consumatore”. Sono le parole di un noto imprenditore italiano che ha costruito una multinazionale da 8 miliardi di euro di fatturato partendo da una semplice pasticceria.
Dopo aver posto l’attenzione sulla vita e le scelte imprenditoriali di Steve Jobs nella news del 19 febbraio 2015, oggi vogliamo trarre alcuni spunti di riflessione dalla strategia aziendale dell’imprenditore italiano per eccellenza, Michele Ferrero.
Come riportato nei principali quotidiani nazionali, in particolare ne Il Sole 24 Ore e ne La Stampa del 15 febbraio 2015, Ferrero ha tracciato alcune semplici regole nella strategia della propria azienda familiare:

  • Il consumatore deve essere al centro dell’attenzione di ogni componente dell’impresa a partire dall’imprenditore in persona. L’obiettivo è anticipare i bisogni del consumatore e soddisfarlo in modi che il consumatore stesso non sa immaginare.
  • Serve innovazione e cura del prodotto per il successo sul mercato; l’obiettivo deve essere di creare un prodotto unico dove la concorrenza semplicemente non esiste.
  • Occorre costante dedizione all’azienda perché è solo con la trepidazione, l’impazienza e la speranza che si può dare continuità all’attività e allo spirito imprenditoriale.

Il capitalismo familiare non deve essere visto come un peso per le aziende italiane ma un punto di forza ed un’opportunità per affrontare il mercato. Da uno studio di EY Italia pubblicato su Il Sole 24 Ore del 5 marzo 2015 risulta addirittura che le imprese a controllo familiare del Fortune Global 500 sono aumentate dal 15% al 19%. In Italia il numero di imprese familiari è più elevato rispetto agli altri paesi europei attestandosi ad oltre il 40% delle 300 imprese più grandi del Paese.
I tempi per prendere le decisioni gestionali sono sempre più brevi in mercati volatili come quelli attuali ma ciò non deve intimorire l’impresa familiare. Nella famiglia le imprese hanno in passato ritrovato gli stimoli giusti per affrontare il futuro e adesso devono lanciarsi nelle due principali sfide che attendono le aziende italiane per imporsi nel mercato: internazionalizzazione e digitalizzazione.

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