Ipse dixit: “Il cambiamento non può essere procrastinato”

Il 26 Maggio, in occasione dell’Assemblea annuale di Banca d’Italia, il Governatore ha presentato le sue “Considerazioni finali”.

Come riportato da Banca d’Italia, Visco nelle “Considerazioni finali” ha certificato che la ripresa si è avviata ma adesso l’Italia deve puntare al “ritorno a una crescita stabile, tale da offrire nuove prospettive di lavoro”, attraverso un consolidamento delle riforme e un rafforzamento del sistema bancario. Proprio riguardo a questo ultimo aspetto sono molti gli elementi su cui il Governatore si è soffermato, vediamo insieme i passaggi fondamentali.

Il mercato dei crediti deteriorati

Nel primo trimestre di quest’anno la qualità del credito e la redditività dei maggiori gruppi bancari hanno dato segni di miglioramento, ma l’eredità della recessione pesa ancora sui bilanci delle banche. Alla fine del 2014 la consistenza delle sofferenze è arrivata a sfiorare i 200 miliardi, il 4% in più rispetto al 2008. Conseguentemente le banche accantonano risorse cospicue, effettuano svalutazioni che assorbono larga parte del risultato operativo e limitano l’autofinanziamento vincolando l’erogazione di nuovi prestiti.
Lo sviluppo di un mercato secondario dei crediti deteriorati, come anche da noi più volte sottolineato, contribuirebbe a riattivare appieno il finanziamento di famiglie e imprese.

Eterogeneità del credito

Le nuove erogazioni di credito sono tornate a crescere dagli ultimi mesi del 2014; in marzo i prestiti alle imprese erano del 2,2 per cento più bassi di un anno prima, con una forte attenuazione della caduta che osserviamo da tre anni. Le condizioni creditizie restano tuttavia eterogenee: nei settori in cui le prospettive sono già migliorate i prestiti alle aziende finanziariamente equilibrate hanno ricominciato a crescere. Al contrario, nei settori caratterizzati da una ripresa più lenta, continuano a registrarsi dati in flessione.

Forme alternative di finanziamento

Andrà stimolato e sostenuto lo sviluppo di forme alternative di finanziamento, indispensabili per evitare una carenza di risorse per l’economia reale. Di particolare rilievo potrà essere lo spostamento di una parte del processo di intermediazione dalle banche ai mercati, tendenza già in atto il molti paesi Europei.
Le banche potranno mantenere un ruolo centrale all’interno del sistema finanziario se sapranno accompagnare questa evoluzione espandendo l’attività dal lato dei servizi e affiancando nella raccolta diretta di capitali le imprese, che avranno, inoltre, la possibilità di ricorrere a maggiori forme di finanziamento.

E le PMI?

Il cambiamento deve riguardare senza dubbio anche le PMI con l’obiettivo di incrementare la competitività in questo attuale contesto economico. Studio Eidos è tutti i giorni in contatto con imprese di vari settori molto spesso di eccellenza con idee innovative e alta imprenditorialità, elevata qualità di prodotti e servizi e presenza in mercati di nicchia con buona marginalità. Insieme a questi punti di forza riscontriamo però alcune situazioni critiche quali ad esempio l’assenza di pianificazione a breve e medio-lungo termine, una gestione finanziaria limitata, un insufficiente controllo di gestione e scarsa ottimizzazione dei processi. Riteniamo che questi ultimi aspetti siano oggi imprescindibili per un’azienda moderna che intende essere presente sul mercato anche nei prossimi anni.
Se siete interessati ad approfondire l’argomento non esitate a contattarci.

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