Pmi, è il momento di farsi belle per le banche

La Banca Centrale Europea sta inondando di liquidità il sistema da ormai diverse settimane e gli effetti sui mercati finanziari si sono fatti velocemente sentire con un forte calo dei rendimenti dei titoli di stato che hanno raggiunto in alcuni casi valori negativi. Come ribadito più volte da Mario Draghi e riportato ne Il Sole 24 Ore del 23 aprile, la politica monetaria da sola non basta ma occorrono politiche economiche e fiscali coerenti per stimolare la crescita e per rilanciare l’economia.

UN’OCCASIONE PER RINNOVARE L’AZIENDA

Le aziende da parte loro devono approfittare di questo momento di tassi favorevoli non solo per vendere e produrre di più ma anche per rinnovare i propri modelli organizzativi. Capiamo perché.
Questo passaggio è necessario e fondamentale perché per effetto del quantitative easing le banche hanno adesso sufficienti risorse finanziarie e sarebbero pronte a fare impieghi sulle PMI italiane ma tutto ciò è frenato dalla stringente regolamentazione Basilea III. Purtroppo le nostre aziende sono sottocapitalizzate rispetto a quelle degli altri paesi dell’Unione Europea e ne risentono più di altri dell’adozione del rating aziendale.

GLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE  DELLE PMI

Studio Eidos fin dalla propria costituzione ha cercato di facilitare il dialogo tra imprese e banche. L’impresa deve imparare a rapportarsi con la banca con le giuste metodologie, non tralasciando mai la trasparenza, la puntualità e la completezza delle informazioni. Negli ultimi anni abbiamo assistito troppo spesso alla difficoltà della banca di conoscere l’azienda e al problema di quest’ultima di presentarsi in maniera esaustiva ed adeguata al sistema creditizio. Con queste premesse potranno avere agevolmente accesso al credito solamente le aziende meritevoli che avranno i bilanci in ordine, una struttura finanziaria equilibrata e una perfetta conoscenza del sistema creditizio. Come riportato anche nell’interessante approfondimento “Come ti costruisco il rating” della rivista “L’impresa” n. 2/2015 la comunicazione con le banche permette di ridurre il rischio percepito dalle stesse nella concessione di finanziamenti e di migliorare il rating dell’azienda come conseguenza di una condivisa gestione finanziaria andamentale. Comprendere e gestire il proprio comparto finanziario è una strategia essenziale per un corretto controllo della gestione e per la conquista di una maggiore fiducia dell’azienda da parte dei suoi potenziali creditori.

Inoltre a nostro giudizio è importante che l’imprenditore rifletta sulla possibilità di rendere più appetibile la propria azienda e meno dipendente dal sistema bancario. Vi vogliamo di seguito segnalare alcune iniziative che potrebbero essere intraprese dalle PMI italiane alternative al classico aumento di capitale e al finanziamento bancario:

  1. Emissioni di minibond
  2. Equity, reward e donation-based crowdfunding
  3. Prestiti tra private e imprese (social lending)
  4. Invoice trading (anticipo fatture tra privati)

In futuro avremo sicuramente modo di approfondire queste tematiche che stanno rivoluzionando la finanza. Basti pensare che secondo uno studio dell’Università di Cambridge questi nuovi strumenti sono cresciuti del 144% raggiungendo i 3 miliardi di euro in Europa.

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