Quantitative Easing: l’attesa sembra terminata

Dopo un mese dalla nostra news “Draghi, adesso pensaci tu!” ecco gli sviluppi sul quantitative easing. Siamo infatti giunti ad un momento di svolta per il rilancio del credito e della crescita europea. Secondo molti organi di stampa, il 22 gennaio sarà lanciata l’operazione di alleggerimento quantitativo che consisterà nell’acquisto dei titoli di stato da parte della BCE portando ad un consequenziale aumento della base monetaria.

Il compito di Draghi è più complesso di quello affrontato dai colleghi delle altre banche centrali: il Governatore della BCE infatti dovrà fare i conti con le emissioni dei titoli di stato di tutti e 28 i paesi partecipanti alla UE. La definizione della modalità operativa sarà determinante per l’esito dell’intervento di stimolo all’economia.

Il quotidiano “La Repubblica”, nell’inserto “Affari e Finanza” del 12 gennaio, illustra le strade che potrebbe intraprendere la BCE. Di seguito i quattro tipi di quantitative easing come da indiscrezioni di alcuni giornali tedeschi e olandesi:

  1. Acquisto di titoli di stato effettuato in proporzione alla quota di partecipazione delle banche centrali alla BCE
  2. Acquisto di titoli di stato in relazione alla quantità di bond già emessi sul mercato
  3. Acquisto di titoli di stato in relazione al rating dell’emittente
  4. Acquisto di titoli di stato in riferimento al rispetto delle regole di bilancio della UE

Ognuna delle quattro modalità di intervento tende senza dubbio a favorire alcuni paesi e a discriminarne altri. Draghi dovrà pertanto essere capace di trovare il giusto equilibrio senza turbare i mercati finanziari.

Ma quali sono i principali effetti attesi dall’operazione?

  • Aumento della competitività dei prodotti europei come conseguenza dell’indebolimento dell’euro dovuto al calo dei rendimenti dei titoli di stato
  • Incremento dei prestiti alle imprese e ai privati da parte delle banche per effetto della non convenienza a detenere liquidità remunerata a tassi negativi (tassi sui depositi della BCE pari a -0,20%)

L’alleggerimento quantitativo da solo non basta per far ripartire l’economia e deve essere accompagnato da riforme strutturali da parte dei governi. Pensiamo però sia arrivato il momento di credere ad una ripresa del Vecchio Continente e rimboccarci le maniche per renderla possibile.

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