SME Supporting Factor: una spinta per i prestiti alle PMI

Come riportato dal Sole 24 Ore la riforma varata mercoledì 23 Novembre dalla Commissione UE (nella foto Valdis Dombrovskis), consolida ed estende il cosiddetto “fattore di sostegno alle PMI” (SME Supporting Factor). Tale misura, chiesta a gran voce dalle banche italiane già tre anni fa, si conferma quale ulteriore passo in avanti a favore di una struttura imprenditoriale, italiana ed europea, costellata di piccole e medie imprese.

Lo SME Supporting Factor, introdotto nell’ambito della disciplina europea sui requisiti patrimoniali delle banche (cosiddetto “Pacchetto CRD 4” che ha recepito l’Accordo di Basilea 3), si concretizza in un fattore di ponderazione (23,81% cosi come previsto dall’art.501 del CRR) che permette di ridurre l’accantonamento di capitale di vigilanza effettuato dalle banche a fronte di fidi fino a 1,5 milioni di euro erogati alle Pmi.

La novità è che la riduzione di capitale viene sia confermata, che estesa oltre questa soglia, anche se in percentuale ridotta. In pratica per i fidi di importo superiore la banche godranno dello sconto del 23,81% fino a 1,5 milioni di euro e del 15% per la parte eccedente, senza limiti d’importo.

Gli effetti di questa misura li avremo in prima battuta sulle banche, che vedranno i loro bilanci alleggeriti di ingenti somme di capitale regolamentare ed a cascata sulle imprese con una crescita esponenziale (da 10 a 20 volte come riportato da Federcasse) della loro capacità di reperire finanziamenti.

“Le PMI sono uno dei pilastri dell’economia dell’Unione Europea – spiega la Commissione – in quanto svolgono un ruolo fondamentale nel generare crescita e creare posti di lavoro.” di conseguenza lo SME Supporting Factor rappresenta per quest’ultime un supporto essenziale nell’accesso al credito.

Studio Eidos ritiene necessario per le aziende essere aggiornate sui cambiamenti che interessano il loro operato. Per qualsiasi informazioni non esitate a contattarci.

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