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Accesso al credito, imprese ancora in affanno

I dati di Bankitalia di settembre 2014 pubblicati su Il Sole 24 Ore del 10 novembre 2014 confermano lo stato di difficoltà delle banche nella concessione di nuovi finanziamenti. Solo per darvi alcuni numeri:

  • i prestiti al settore privato sono diminuiti del 2,3%
  • i prestiti alle famiglie registrano una diminuzione dello 0,6%
  • i prestiti alle imprese sono scesi del 3,3%
  • le sofferenze bancarie sono aumentate del 19,7% rispetto a settembre 2013

Anche i dati sulla Regione Toscana, pubblicati sul sito di Bankitalia, sono in linea con quelli italiani ed evidenziano difficoltà nella concessione di credito da parte del sistema bancario. Le misure adottate a più riprese dalla Banca Centrale Europea per immettere ingente liquidità nel sistema hanno sicuramente sostenuto la liquidità dei mercati ed evitato un crollo del credito ma non stanno ancora producendo gli effetti auspicati sull’economia reale. Le banche italiane evidenziano ancora grosse criticità nella qualità del credito con elevate percentuali di crediti problematici sul totale attivo che comportano inevitabilmente maggiori accantonamenti richiesti dalla regolamentazione Basilea e di conseguenza tassi d’interesse più elevati applicati alle imprese.

Quali sono le conseguenze di questo preoccupante trend?
A risentire della stretta creditizia sono principalmente le PMI del nostro Paese che costituiscono il principale motore dell’economia italiana e la cui dipendenza dalle banche, in assenza di canali di finanziamento alternativi al credito, rimane elevata. E’ indispensabile introdurre rapidamente dei sistemi di supporto concreto alle attività delle nostre imprese dal momento che è proprio dal tessuto imprenditoriale che deve ripartire la crescita del nostro Paese.

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foto credits: Tax Credits