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Studio Eidos a Milano, parleremo di “lean thinking”

Con piacere segnaliamo l’evento a cui Studio Eidos sarà presente con Marina Pescini nel ruolo di relatrice, il prossimo 6 ottobre a Milano.

Il tema del meeting sarà “Lean Office – Snellire l’azienda a 360°: supply chain, amministrazione, servizi“.
A questo incontro si parlerà di come trarre vantaggi concreti da un approccio Lean alle aziende di servizi e all’operatività di back office.
Nel dettaglio verranno affrontate tematiche relative alla contabilità, acquisti e vendite, pianificazione e controllo che vanno rese più fluide, meno costose e più efficaci grazie alla configurazione del proprio sistema gestionale in un’ottica Lean.

È “lean” l’azienda del futuro

Si chiama lean thinking, letteralmente tradotta “pensare snello”, la logica che mira allo snellimento dei processi aziendali sotto molteplici punti di vista secondo il motto “easier, better, faster, cheaper”. Tale approccio dovrebbe divenire logica operativa di riferimento imprescindibile di ogni azienda che voglia migliorare la propria strategia competitiva nel mercato attuale (Womack e Jones, “Lean thinking”, 2003). Nato nei primi anni ‘90 dalla pioniera Toyota, il lean thinking è più che mai attuale e, dal comparto industriale, si sta gradualmente diffondendo anche alle imprese di servizi. I principi del lean thinking, secondo gli autori Womack e Jones (“La macchina che ha cambiato il mondo”, 1999), sono:

  • Valore: come identificazione di ciò che è ritenuto tale dal cliente
  • Catena del valore: non basta ottimizzare i processi interni all’azienda ma occorre attivare rapporti di partnership coi fornitori per puntare all’ottimizzazione della catena del valore.
  • Flusso: superamento della visione funzionale dell’azienda a favore di una visione unitaria i cui driver strategici sono i flussi di valore (processi)
  • Subordinazione della produzione all’effettivo manifestarsi della domanda
  • Perfezione: come traguardo a cui tendere “asintoticamente”.

La potenza delle tecniche lean di efficientamento, in passato prerogativa delle aziende più strutturate, sta prendendo piede anche nelle PMI: si tratterebbe di almeno 500 aziende che, secondo la ultime stime, hanno messo in atto progetti radicali sui processi, come ci rivela l’articolo del Sole 24 Ore del 20/02/2015 di L. Orlando. L’articolo porta la testimonianza della VinService che, grazie ad interventi sia in termini di investimento in tecnologie e software sia in termini di innovazione dei processi di assemblaggio, in pochi anni “è riuscita (…) a raddoppiare la propria produttività, con un balzo del fatturato (…) realizzato quasi a parità di addetti” (cit.). L’autore dell’articolo conferma che, secondo i dati dell’Osservatorio Bocconi, patrocinato dalla Piccola Industria di Confindustria, le imprese che hanno intrapreso un percorso lean raggiungono performance di redditività nettamente superiori rispetto ai concorrenti. Secondo lo studio dell’Osservatorio condotto su un campione di 50 aziende “lean”, dopo tre anni dall’avvio del progetto la redditività mediana aziendale supera del 19% quella del settore di riferimento, dopo cinque anni di oltre il 60%.

Esempio – Anche tra le Pmi toscane, è possibile trovare esempi di conversione all’approccio lean. Portiamo il caso di un’Azienda che grazie ad una forte sponsorship dell’imprenditore e ad all’impegno del personale coinvolto, sta portando avanti un progetto di revisione in chiave lean dell’intero processo di evasione degli ordini da clienti. L’obiettivo dell’Azienda è quello di ridurre i giorni di ritardo nei tempi di consegna alla clientela. Tale esigenza nasce dalla circostanza che, in seguito alla crisi, i clienti confermano gli ordini sempre più in ritardo per aver maggior certezza sulle previsioni di vendita, mantenendo però invariata la data di consegna, con conseguente ritardo nelle consegne da parte dell’Azienda. I primi risultati del progetto sono stati visibili dopo soli 4 mesi dall’avvio del progetto. Grazie ad una prima riorganizzazione di alcune fasi della processo e alla informatizzazione di alcune attività in precedenza svolte manualmente è stato possibile rimuovere tempi di attesa intermedi e consentire ad alcuni reparti produttivi di lavorare a pieno regime eliminando accumuli di lavoro in alcuni periodi della stagione.