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La riforma del Fondo di garanzia per le PMI: più garanzie per le start-up e per chi investe

Dopo aver svolto un ruolo fondamentale nel favorire l’accesso al credito alle PMI attraverso la concessione della garanzia pubblica, il Fondo di Garanzia, dopo una fase di sperimentazione, sta per essere riformato secondo le disposizioni del Decreto ministeriale del 29 settembre 2015. Stallo del Governo permettendo, il restyling del Fondo entrerà in vigore tra Giugno e Luglio.

La riforma si fonda su due pilastri:

  1. L’adozione di un nuovo modello di rating per le imprese, simile al modello di valutazione del merito creditizio utilizzato per le banche;
  2. La ri-modulazione delle misure di garanzia in funzione della rischiosità dell’impresa.

Il nuovo modello di rating sarà composto da una scala di 12 classi raggruppabili in 5 fasce che sintetizzano il merito di credito (A, BBB, BB, B, CCC).Le imprese che rientrano nell’ultima classe sono escluse dall’accesso al Fondo, in quanto è stata fissata una soglia limite rappresentata da un tasso di default superiore al 9,43%. Ciò consente, da un lato, un significativo allargamento della platea dei potenziali beneficiari (rientrerebbe nell’ultima classe di rating soltanto l’8% delle PMI italiane), dall’altro, di escludere l’accesso alla garanzia alle imprese troppo rischiose.
L’idea di riformare il sistema di valutazione e le percentuali di copertura del Fondo nasce dalla necessità di riportare l’assorbimento di risorse da parte del Fondo su livelli compatibili con la finanza pubblica.
Infatti nel 2017, i finanziamenti accolti hanno evidenziato un aumento del +4,9% mentre l’importo garantito, pari a € 12,3 mld, ha registrato un incremento del +6,3%. Il MEF stima che con il restyling del Fondo l’importo massimo garantito diminuirà di circa il 12%.
Con la crisi infatti, le percentuali di copertura erano state portate fino alla misura massima (80%) consentita dalla normativa comunitaria. Le nuove soglie di garanzia verranno ridotte ed oscilleranno tra il 30% e l’80% in base alla rischiosità dell’impresa e alla tipologia del finanziamento.
Tra le novità principali è prevista l’assicurazione di garanzie massime alle start-up, a cui non sarà applicata la valutazione del rating, e alle PMI che intendono effettuare investimenti.

Pertanto, la nuova riforma, da un lato può rappresentare un forte incentivo ad intraprendere nuove attività imprenditoriali e agli investimenti per la crescita delle imprese esistenti, dall’altro, come sottolineato nel nostro articolo del 4 ottobre 2017, gli interventi della riforma renderanno ancora più difficile l’accesso al credito per le PMI italiane, anche quelle con rating medi che incorrono in tensioni finanziarie solo temporanee.
Il Fondo di garanzia negli anni ha sicuramente svolto una funzione indispensabile in un contesto economico nazionale complicato, tuttavia l’introduzione di requisiti più stringenti e la riduzione delle soglie di copertura degli investimenti non rappresenta sicuramente un impulso per la crescita futura del sistema economico italiano.
Studio Eidos rimane comunque a disposizione delle imprese che intendono accedere al Fondo di garanzia, sia effettuando simulazioni per il calcolo del rating che per progettare insieme investimenti per il futuro.

PMI e Start-Up: l’innovazione passa dal crowdfunding

Come anticipato nelle precedenti news, l’introduzione di un sistema di rating per accedere al Fondo di Garanzia accrescerà la difficoltà di accesso al credito bancario per le PMI. Ma cosa possono fare le Start-up e le PMI innovative per reperire la liquidità necessaria a finanziare i propri progetti? Il nuovo modello di raccolta del capitale più snello e veloce chiamato equity crowdfunding potrebbe essere la soluzione.

L’equity crowdfunding, introdotto nel rapporto “Restart, Italia!” del Ministero della Sviluppo Economico e disciplinato dal Dlg. 179/2013 e dal Dlg, 3/2015, permette alle start-up innovative e alle PMI innovative di effettuare la raccolta di fondi on-line attraverso portali autorizzati sotto forma di capitale di rischio con il fine di reperire le risorse per realizzare un progetto d’investimento. La recente delibera della CONSOB n. 19520/2016 recepisce le modifiche introdotte dal Dlg. 3/2015 con l’obiettivo di semplificare la procedura di accesso al crowdfunding e ampliare la categoria degli investitori (investitori professionali e investitori a “supporto dell’innovazione”).

Il numero dei progetti d’investimento pubblicati dal 2013 ad oggi sulle piattaforme autorizzate è ancora molto basso (38 offerte pubblicate di cui ad oggi solo 15 concluse con successo) ma riteniamo che l’innovazione debba passare anche da forme alternative di finanza e ciò debba essere ulteriormente incentivato dallo Stato Italiano.

Studio Eidos è a disposizione delle aziende per approfondire queste importanti tematiche e può progettare insieme alle PMI gli investimenti e le strategie per il futuro.

Fondo di Garanzia, il focus sulla Toscana

Come riportato nel nostro ultimo articolo “Giù le mani dal Fondo Centrale di Garanzia” e ne Il Sole 24 Ore del 18 febbraio 2016 tra pochi mesi prenderà vita la riforma del Fondo di garanzia con l’introduzione di un sistema di rating del quale si è inoltre discusso il 17 Febbraio in un evento organizzato dal Ministero dello Sviluppo economico e da Banca del Mezzogiorno MedioCredito Centrale (gestore del Fondo).

Per Studio Eidos è necessario sensibilizzare le aziende su questo tema soprattutto alla luce dell’introduzione da parte del Fondo di Garanzia del sopracitato modello di rating che andrà a definire il merito creditizio di ogni singola azienda secondo le normative vigenti. Tali modificazioni all’organizzazione del Fondo di Garanzia comporteranno, in particolar modo per le imprese toscane, un allungamento ulteriore delle tempistiche per l’ottenimento del finanziamento poiché la pratica per essere approvata sarà valutata e deliberata da ben tre soggetti (Banca, Confidi e Fondo).

IL CASO TOSCANA

Come da deliberazione della Conferenza Unificata per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome del 28 novembre 2002 (confermata dalle Disposizioni Operative del Fondo di Garanzia del 19 novembre 2015), le imprese toscane non hanno la possibilità di accedere direttamente al Fondo di garanzia tramite la propria banca come la maggior parte degli operatori operanti nelle altre regioni italiane e sono pertanto obbligate ad appoggiarsi ai Confidi per il rilascio della garanzia. I Confidi infatti sono in Toscana gli unici intermediari che possono accedere all’aiuto pubblico facendo richiesta di controgaranzia al Fondo.

Se le imprese toscane potessero accedere direttamente al Fondo di Garanzia tramite la propria banca sarebbe possibile ipotizzare i seguenti effetti positivi che contribuirebbero allo sviluppo dell’economia toscana:

  • Forte riduzione delle commissioni pagate dalle imprese per l’istruttoria e per le commissioni relative alla concessione della garanzia da parte dei Confidi.
  • Riduzione dei tempi d’attesa per la richiesta e il perfezionamento dell’operazione di finanziamento. Attualmente un’impresa toscana deve attendere oltre alla delibera della banca, anche quella del Confidi e naturalmente del Fondo Centrale.

Per qualsiasi ulteriore informazione sull’argomento trattato non esitate a contattarci.

Il credito riparte: la vostra azienda è pronta? Chiedetelo a noi

Riprendiamo il nostro appuntamento periodico aggiornandovi sull’andamento del credito alle imprese e alle famiglie nei primi mesi del 2015.

In una recente nota dell’ABI emergono segnali positivi per le nuove erogazioni di prestiti bancari: sulla base di un campione rappresentativo di banche i finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi sette mesi del 2015 un incremento del 16% sul corrispondente periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili l’incremento annuo nello stesso periodo è stato dell’82,2% rispetto allo scorso anno. Le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento del 24,3%.
Altro dato interessante che emerge dall’analisi dell’ABI è l’incremento delle nuove erogazioni di finanziamenti a tasso fisso che è passata dal 20% di luglio 2014 al 60% di luglio 2015 del totale.

I dati dell’ABI sul mercato del credito lasciano ben sperare per i prossimi mesi ma la vostra azienda ha le carte in regola per richiedere e ottenere i finanziamenti alla luce della nuova regolamentazione di Basilea III?

Studio Eidos è disponibile ad effettuare le simulazioni di calcolo del rating di bilancio, non solo sui dati storici ma anche su quelli prospettici. Negli ultimi mesi Studio Eidos ha apportato delle rilevanti innovazioni alla propria metodologia di calcolo del rating di bilancio per adeguare il proprio modello alla stringente regolamentazione di Basilea III. In un mercato così competitivo e dinamico la pianificazione finanziaria riveste un ruolo fondamentale e la conoscenza del proprio rating bancario anticipatamente può fare la differenza per gestire i rapporti con gli Istituti di Credito.

Non esitate a contattarci per richiedere l’analisi del rating della vostra azienda o avere ulteriori informazioni.

PD e LGD: occhio a quei due!

“Rivedere i modelli interni fa parte della normale attività di supervisione del Ssm, che da novembre 2014 ha già controllato i modelli di numerosi istituti”.

Con queste parole riportate il 15 Giugno 2015 nell’inserto Affari e Finanza di La Repubblica, la BCE anticipa che nei prossimi mesi si intensificheranno i controlli da parte degli ispettori sui modelli interni per il calcolo del rating.

I possibili effetti di una revisione dei modelli interni di rating

La fase è delicata per le cinque banche italiane vigilate che hanno adottato i modelli interni su autorizzazione della Banca d’Italia e la preoccupazione maggiore è che la revisione possa consumare il capitale proprio e frenare le operazioni di fusione in alcuni casi auspicate. Il pericolo maggiore sembra arrivare a nostro avviso, dall’aggiornamento delle serie storiche di due parametri dei modelli:

  • La probabilità di default (PD), la probabilità che una controparte si renda inadempiente all’obbligazione di restituire il capitale prestato e gli interessi su di esso maturati;
  • La perdita in caso di default (LGD), la perdita in caso di insolvenza, ovvero la perdita subita su una determinata esposizione in caso di default della controparte, in seguito alla possibilità di recuperare parte o l’intero ammontare dell’esposizione.

L’unica delle cinque banche italiane che ha le serie storiche di PD e LGD aggiornate al 2014 è MPS; Banco Popolare e Unicredit hanno i dati aggiornati rispettivamente al 2011 e 2013. Intesa Sanpaolo e Ubi non hanno fornito il dato. Dal momento che gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un elevato numero di fallimenti, perdite su crediti e sofferenze in tutto il sistema, è logico attendersi che ricalibrare le serie farà salire l’ammontare delle attività ponderate per il rischio e diminuire il patrimonio di vigilanza (CET1). Con queste premesse, l’aggiornamento delle serie al 2014 non potrà certo quindi aiutare il patrimonio delle cinque italiane e sarà lecito attendersi nuove ricapitalizzazioni degli Istituti di Credito e il mantenimento degli spread sui finanziamenti alle imprese su livelli elevati.

Nostra analisi settoriale

A giocare un ruolo fondamentale nella definizione del rating e della probabilità di default, oltre all’andamento della singola azienda, sarà il settore di appartenenza. Basandoci sui dati settoriali e regionali che Unioncamere pubblica regolarmente, abbiamo effettuato un’attenta analisi sull’andamento dei principali settori rappresentativi dell’economia Toscana, alcuni dei quali seguiti in maniera continuativa da Studio Eidos: confezioni di articoli di abbagliamento, fabbricazione di articoli in pelle e simili, costruzioni di edifici, fabbricazione di prodotti chimici, attività dei servizi delle agenzie di viaggio, commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di automobili, metallurgia, fabbricazione di mobili, fabbricazione di prodotti farmaceutici ed infine estrazione di minerali da cave e miniere.

I primi due settori, a differenza degli altri, presentano un’incidenza di fallimenti sul totale delle aziende piuttosto stabile nel periodo di riferimento. Per le confezioni di articoli di abbigliamento, questa è compresa tra il 5,4% del 2010 e il 5,3% del 2014, mentre nel caso della fabbricazione di articoli in pelle e simili si hanno valori pari a 6,4% nel 2010 e 6,3% nel 2014.

Gli altri settori invece hanno maggiormente risentito della difficile congiuntura economica degli ultimi anni. Dalla nostra rielaborazione emerge che per queste attività, dal 2010 al 2014, vi è stato un incremento dei casi di fallimento. Le costruzioni sono state caratterizzate da un aumento dell’incidenza dei fallimenti di quasi un punto percentuale passando da 3,4% a 4,3%; ad aumentare sono stati anche i casi di liquidazione la cui incidenza si attesta su 8,2% nel 2014 contro il 7,3% del 2010. Per i servizi delle agenzie di viaggio, i fallimenti sono passati dal 2,4% del 2010 al 2,7% del 2014 e le liquidazioni dal 5,6% al 6,1%. Nel settore metallurgico i casi di fallimento sono stati pari all’8,6% rispetto al 7,8% del 2010; tra le aziende che si occupano della fabbricazione di mobili si è passati dal 5,4% nel 2010 al 6,6% nel 2014. Come accennato, la situazione è la stessa anche nei settori della fabbricazione di prodotti farmaceutici e dell’estrazione di minerali da cave e miniere. Nel primo caso l’incidenza dei fallimenti passa dal 5,5% del 2010 al 7, 7% del 2014; nel secondo caso è pari al 6,9% nel 2014 contro il 5,7% del 2010.

Conclusioni

Riteniamo che un eventuale aggiornamento delle serie storiche al 2014 porterà inevitabilmente ad un peggioramento dei rating delle aziende che fanno parte di determinati settori caratterizzati da un incremento del numero di fallimenti, perdite su crediti e sofferenze. Per le aziende diventa così sempre più importante tenere conto di quello che è l’andamento del proprio settore di appartenenza, Studio Eidos può accompagnarvi in questo complesso passaggio e anticipare le mosse del sistema bancario.

Per ulteriori informazioni in merito all’analisi settoriale effettuata non esitate a contattarci.

Breaking Bad Bank: il rilancio del credito passa anche da un intervento pubblico

Care aziende, nonostante l’abbondante liquidità e i bassissimi spread presenti attualmente sul mercato, volenti o nolenti l’accesso al credito dipende principalmente da un semplice numero proveniente da un algoritmo: il rating! Questo non deve essere un problema ma, con l’esperienza ultradecennale di Studio Eidos, può diventare un’opportunità. Cerchiamo di capire meglio il contesto in cui ci troviamo.

Qual’è lo stato ad oggi delle imprese e delle banche?

Negli ultimi mesi, come evidenziato dal “Rapporto sulla stabilità finanziaria 1/2015” di Banca d’Italia, si è assistito ad un graduale riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese e al miglioramento delle condizioni di liquidità e di accesso ai finanziamenti esterni. Analizzando la situazione con maggiore attenzione è però evidente che le condizioni finanziarie delle imprese sono in realtà molto eterogenee tra di loro; una fascia rilevante di aziende di piccola e media dimensione continua ad operare con scorte di liquidità molto ridotte a cause delle proprie difficoltà di accesso al credito. Elementi come la solidità patrimoniale, la dimensione e i mercati di sbocco influenzano le scelte di finanziamento da parte delle banche e conseguentemente il numero di piccole aziende che hanno chiesto e non ottenuto credito resta decisamente più elevato rispetto ad aziende di maggiori dimensioni.

Recentemente il governatore di Bankitalia Visco è intervenuto in merito alla situazione del nostro sistema bancario. Come riportato nei più importanti quotidiani nazionali, Visco ha spiegato come “i bilanci bancari continuano a risentire della protratta debolezza dell’attività economica, che pesa sulla qualità del credito e sulla profittabilità degli intermediari”. Come ben noto, dal 2008 al 2014, per effetto della grave recessione, abbiamo assistito ad un forte peggioramento della qualità del credito. Alla fine del 2014, secondo i dati di Banca d’Italia, la consistenza di prestiti deteriorati per il totale delle banche è stata pari al 17,7% dei prestiti. Per limitare i danni, all’aumentare dei crediti in sofferenza, le banche hanno concesso nuovi impieghi solo ai clienti considerati meno rischiosi andando così a rendere più marcata la sopracitata eterogeneità di trattamento rivolto alle imprese.

Possibili soluzioni di rottura

Visco ha aggiunto nel suo intervento che per far fronte al tema dei crediti deteriorati è importante rispondere con un intervento pubblico tramite la creazione di una Bad Bank, cioè una società in cui far confluire i prestiti che possono andare incontro a una possibile perdita di valore. L’istituzione di una società specializzata per l’acquisto dei crediti deteriorati e la conseguente riduzione del peso delle partite anomale dei bilanci delle banche avrebbero numerosi effetti positivi:

  1. Minori costi di gestione e maggiore trasparenze dei bilanci che consentirebbero alle banche una più forte capacità di attrarre capitali a l’accesso ai mercati della raccolta all’ingrossi;
  2. Eliminazione dei vincoli all’offerta dei prestiti contribuendo al riavvio del mercato dei credito e alla ripresa degli investimenti;
  3. Maggiore concorrenza sul mercato bancario e guadagni di efficienza;
  4. Sviluppo del mercato dei crediti deteriorati per effetto della maggiore trasparenza di prezzo che verrebbe posta in essere.

Abbiamo affermato più volte che il quantitative easing della BCE da solo non basta per stimolare il credito alle PMI. Ben venga quindi una Bad Bank con il compito di liquidare i crediti deteriorati e liberare da questa incombenza gli istituti bancari che potrebbero così fare impieghi anche su imprese più rischiose.

Nel frattempo le aziende non devono mai dimenticare di fare i compiti a casa e soprattutto imparare a gestire il proprio rating in fase di bilancio e durante tutto l’anno!

Adesso è tempo di bilanci, è il migliore momento per aiutarvi a governare il vostro rating. Non esitate a contattarci!