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Banche. tra rigidità e stress-test. Ecco cosa serve rivedere

I recenti stress test hanno confermato la momentanea debolezza di Banca MPS e la sostanziale tenuta degli altri quattro Istituti di Credito italiani. Le quotazione dei titoli bancari come era logico attendersi si stanno mostrando molto volatili e senza una direzione precisa a conferma della forte instabilità di questa calda estate. Le banche più piccole inoltre, seppur risparmiate dall’esame dell’Eba, faticano a trovare la strada per un definitivo rilancio in un contesto caratterizzato da tassi bassi ed elevate sofferenze.
Molto critica Milano Finanza di questa settimana sugli stress test effettuati al punto da affermare “tanto rumore per nulla” e “c’è metodo in questa follia” rivolgendosi ai media che hanno alimentato dubbi e sospetti sulla tenuta del sistema bancario.

Occorre, secondo noi, riflettere attentamente su due aspetti in particolare:

  1. Il primo riguarda l’autorità che hanno attribuzioni di vigilanza bancaria e finanziaria (dall’Eba, alla Vigilanza unica, alla Commissione UE), le quali mostrano i punti critici di un’architettura istituzionalmente frammentata, articolata per pezzi di competenze e che dovrà essere significativamente rivista se si vuole definire una sede unitaria certa, trasparente, di regolazione e controllo;
  2. Il secondo concerne la necessità di revisione della vigente normativa comunitaria, oggi diffusamente criticata, sulle operazioni di risanamento ovvero Bail-in e Burden Sharing.

A tal proposito, per quel che riguarda il nostro paese, non possiamo non richiamare ancora una volta l’art.47 della Costituzione sulla tutela del risparmio con il quale la normativa europea del Bail-In va in conflitto, tanto da spingere anche il Governatore della Banca d’Italia a proporre modifiche a favore di una maggiore flessibilità che stenta a venir fuori, ma che avrebbe ripercussioni positive sul credito per PMI.

Studio Eidos è dalla parte delle imprese che sono il pilastro della crescita economica del paese e continuerà a supportarle con il know-how e gli strumenti in possesso. Per sapere come, contattateci.

Banche, è solo questione di rating

Per inaugurare l’appuntamento con l’informazione di Studio Eidos, vi suggeriamo di leggere gli articoli de Il Sole 24 Ore del 27 ottobre 2014 all’interno dello “Speciale grande esame BCE” relativi agli stress test effettuati dalla Banca Centrale Europea. In particolare colpisce il paradosso delle banche tedesche che hanno all’interno dei propri bilanci più derivati che crediti, ma vengono promosse.

Colpisce ancora di più il caso di Deutsche Bank che con solo 47 miliardi di euro di capitale e 1.580 miliardi di attivo appare una tra le banche più solide dell’eurozona superando senza problemi gli stress test.

Ma come è possibile tutto ciò? La risposta è da ricercare nei criteri di Basilea III che determinano il requisito di capitale delle banche e in particolare nei cosiddetti RWA (attività di bilancio ponderate per il rischio). Oltre 1.200 miliardi di euro di attività di bilancio della banca tedesca, poiché ritenuti attivi non rischiosi con rating tripla A, non sono considerati nel calcolo del capitale che occorre per superare gli stress test. Le banche italiane al contrario devono accantonare molto più capitale delle concorrenti europee a causa dei rating non eccellenti dei clienti affidati come ad esempio Intesa San Paolo che deve accantonare capitale su oltre metà dell’attivo.

Riteniamo pertanto scontato che le banche italiane saranno nei prossimi mesi più selettive nella concessione di affidamenti e noi tutti dovremo scontrarci con il rating aziendale e cercare di governarlo in maniera appropriata.

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