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Il rilancio aziendale passa da una ristrutturazione del credito

Il problema dei crediti deteriorati delle banche italiane non deve essere sottovalutato poiché è dipeso principalmente da posizioni verso imprese. Su 201 miliardi di euro di sofferenze lorde, 135 miliardi di euro sono nei confronti di aziende non finanziarie. Inoltre su 111 miliardi di euro di incagli, 84 miliardi sono verso aziende del settore costruzioni e attività immobiliari. Ancora più problematica la situazione prevista nei prossimi anni in Toscana e Marche visto che la maggior parte dei crediti in sofferenza a bilancio della bad bank costituita dalle sofferenze delle quattro banche salvate per decreto è appunto concentrata in queste due regioni.

Come riportato in Milano Finanza del 5 marzo, riprendendo uno studio della SDA Bocconi School of Management, per risolvere il problema dei crediti deteriorati occorre intervenire in un ottica di ristrutturazione e di rilancio aziendale al fine di scongiurare la chiusura dei battenti di molte aziende che porterebbe solo ad un impoverimento dell’economia. Vi sono molte aziende che, seppure in situazione di sofferenza e tensione finanziaria, generano margini positivi e hanno effettive possibilità di rilancio con una ricapitalizzazione.

Dallo stesso studio della SDA Bocconi emerge però che solo una minoranza delle aziende che è passata da un qualche tipo di ristrutturazione riesce a mantenere l’equilibrio finanziario negli anni successivi; tra le aziende che avevano chiuso una prima ristrutturazione tra il 2019 e 2010 solo il 10%, dopo quattro anni, si trovava in equilibrio. Questo perché la ristrutturazione non è stata a tutti gli effetti reale e non ha previsto un cambio di governance necessario e una nuova finanza adeguata a risollevare le sorti delle aziende e finanziarne il rilancio.

Gli istituti di Credito per minimizzare le eventuali perdite dovrebbero individuare i crediti deteriorati delle le aziende con una possibile prospettiva di rilancio e agire proponendo adeguate rinegoziazioni dei debiti sulla base di accurati piani industriali.

Grazie alla sua pluriennale esperienza, Studio Eidos supporta le imprese nella gestione dei rapporti con gli Istituti di Crediti e nella realizzazione di piani industriali specifici per ristrutturare e rilanciare l’azienda. Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci.

Fondo di Garanzia, il focus sulla Toscana

Come riportato nel nostro ultimo articolo “Giù le mani dal Fondo Centrale di Garanzia” e ne Il Sole 24 Ore del 18 febbraio 2016 tra pochi mesi prenderà vita la riforma del Fondo di garanzia con l’introduzione di un sistema di rating del quale si è inoltre discusso il 17 Febbraio in un evento organizzato dal Ministero dello Sviluppo economico e da Banca del Mezzogiorno MedioCredito Centrale (gestore del Fondo).

Per Studio Eidos è necessario sensibilizzare le aziende su questo tema soprattutto alla luce dell’introduzione da parte del Fondo di Garanzia del sopracitato modello di rating che andrà a definire il merito creditizio di ogni singola azienda secondo le normative vigenti. Tali modificazioni all’organizzazione del Fondo di Garanzia comporteranno, in particolar modo per le imprese toscane, un allungamento ulteriore delle tempistiche per l’ottenimento del finanziamento poiché la pratica per essere approvata sarà valutata e deliberata da ben tre soggetti (Banca, Confidi e Fondo).

IL CASO TOSCANA

Come da deliberazione della Conferenza Unificata per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome del 28 novembre 2002 (confermata dalle Disposizioni Operative del Fondo di Garanzia del 19 novembre 2015), le imprese toscane non hanno la possibilità di accedere direttamente al Fondo di garanzia tramite la propria banca come la maggior parte degli operatori operanti nelle altre regioni italiane e sono pertanto obbligate ad appoggiarsi ai Confidi per il rilascio della garanzia. I Confidi infatti sono in Toscana gli unici intermediari che possono accedere all’aiuto pubblico facendo richiesta di controgaranzia al Fondo.

Se le imprese toscane potessero accedere direttamente al Fondo di Garanzia tramite la propria banca sarebbe possibile ipotizzare i seguenti effetti positivi che contribuirebbero allo sviluppo dell’economia toscana:

  • Forte riduzione delle commissioni pagate dalle imprese per l’istruttoria e per le commissioni relative alla concessione della garanzia da parte dei Confidi.
  • Riduzione dei tempi d’attesa per la richiesta e il perfezionamento dell’operazione di finanziamento. Attualmente un’impresa toscana deve attendere oltre alla delibera della banca, anche quella del Confidi e naturalmente del Fondo Centrale.

Per qualsiasi ulteriore informazione sull’argomento trattato non esitate a contattarci.