L’Equity crowdfunding esteso a tutte le Pmi

La Commissione bilancio della Camera ha concluso l’esame del disegno di legge di Bilancio 2017, che è ora all’attenzione dell’Assemblea. Tanti gli emendamenti approvati nel rush finale ed in rilievo su tutti i correttivi approvati è sicuramente quello contenuto nel comma 70 del testo della manovra approvata, che estende a tutte le PMI la possibilità di ricorrere all’equity crowdfunding.

Come già scritto trattato l’equity crowdfunding è uno strumento di raccolta di capitali attraverso portali on-line, ha fatto l’ingresso in Italia nel 2012. In precedenza applicabile alle sole Start-up innovative, nel 2015 lo strumento è stato esteso alle PMI innovative, società e fondi investimento. Ancora oggi però, le operazioni di crowdfunding faticano a decollare: sono poche decine quelle che, pubblicate sui portali autorizzati, hanno raggiunto gli obiettivi di raccolta prefissati.

Con la nuova legge di Bilancio, approvata alla Camera il 28 Novembre 2016, c’è un nuovo, inatteso anche dagli addetti ai lavori, salto di qualità ovvero la raccolta a mezzo portale viene estesa a tutte le PMI, anche quelle non innovative. Da rapporto Cerved 2015 le imprese che risulteranno idonee per effetto della normativa saranno oltre 137.000 (a differenza delle 316 attuali)
L’estensione assume una portata e un peso economico dirompenti. Infatti, oltre alla possibilità di reperire capitale senza gravare su i debiti, l’ammissione delle PMI comporterà necessariamente l’applicazione delle relative agevolazioni strutturali, quali:

  • deroga al divieto di offerta al pubblico di quote di cui all’art.2468 CC
  • possibilità di creare diverse categorie di quote che legittimamente limitino il diritto di voto in assemblea o lo escludano interamente

La novità dovrà passare ora il vaglio del Senato ed è assai probabile che non sia sottoposta a revisioni, anche in considerazione dello scarso appeal politico del tema.
Studio Eidos è a disposizione delle aziende per approfondire queste importanti tematiche e può progettare insieme alle PMI gli investimenti per il futuro, contattateci.

SME Supporting Factor: una spinta per i prestiti alle PMI

Come riportato dal Sole 24 Ore la riforma varata mercoledì 23 Novembre dalla Commissione UE (nella foto Valdis Dombrovskis), consolida ed estende il cosiddetto “fattore di sostegno alle PMI” (SME Supporting Factor). Tale misura, chiesta a gran voce dalle banche italiane già tre anni fa, si conferma quale ulteriore passo in avanti a favore di una struttura imprenditoriale, italiana ed europea, costellata di piccole e medie imprese.

Lo SME Supporting Factor, introdotto nell’ambito della disciplina europea sui requisiti patrimoniali delle banche (cosiddetto “Pacchetto CRD 4” che ha recepito l’Accordo di Basilea 3), si concretizza in un fattore di ponderazione (23,81% cosi come previsto dall’art.501 del CRR) che permette di ridurre l’accantonamento di capitale di vigilanza effettuato dalle banche a fronte di fidi fino a 1,5 milioni di euro erogati alle Pmi.

La novità è che la riduzione di capitale viene sia confermata, che estesa oltre questa soglia, anche se in percentuale ridotta. In pratica per i fidi di importo superiore la banche godranno dello sconto del 23,81% fino a 1,5 milioni di euro e del 15% per la parte eccedente, senza limiti d’importo.

Gli effetti di questa misura li avremo in prima battuta sulle banche, che vedranno i loro bilanci alleggeriti di ingenti somme di capitale regolamentare ed a cascata sulle imprese con una crescita esponenziale (da 10 a 20 volte come riportato da Federcasse) della loro capacità di reperire finanziamenti.

“Le PMI sono uno dei pilastri dell’economia dell’Unione Europea – spiega la Commissione – in quanto svolgono un ruolo fondamentale nel generare crescita e creare posti di lavoro.” di conseguenza lo SME Supporting Factor rappresenta per quest’ultime un supporto essenziale nell’accesso al credito.

Studio Eidos ritiene necessario per le aziende essere aggiornate sui cambiamenti che interessano il loro operato. Per qualsiasi informazioni non esitate a contattarci.

L’economia non è una scienza esatta, ecco cosa sta cambiando

L’economia non è una scienza esatta, ma una scienza sociale e come tale si evolve. Il Sole 24 Ore del 6 ottobre riporta un interessantissimo articolo mettendo in discussione alcuni principi basilari di Macroeconomia. Vediamo di cosa si tratta:

Teoria Monetarista

Se una Banca Centrale aumenta l’offerta di moneta in circolazione il tasso di inflazione tenderà ad incrementare. Nella realtà in questi ultimi anni, nonostante la politica monetaria altamente espansiva da parte delle Banche Centrali e l’immissione di migliaia di miliardi di euro di liquidità nel sistema, l’inflazione rimane in tutti i paesi sviluppati su livelli prossimi allo zero.

Perché?

La teoria non tiene in considerazione l’elemento qualitativo della domanda: l’aumento dell’offerta di moneta ha un effetto positivo nella ripresa economica e quindi nell’inflazione solamente se finisce nelle tasche del ceto medio-basso.

Curva di Phillips

Esiste una relazione inversa tra disoccupazione e inflazione. Quando aumenta la disoccupazione diminuisce l’inflazione e viceversa. Negli ultimi anni anche questa relazione mostra delle criticità: ad esempio nonostante la disoccupazione statunitense sia scesa dal 10% al 5%, l’inflazione resta su livelli decisamente bassi.

Perché?

Secondo il modello della Curva di Phillips i datori di lavoro pagano di più i lavoratori quando la forza lavoro comincia a scarseggiare. L’aumento dei salari porta ad un incremento dell’inflazione. Nella realtà economica globale i datori di lavoro hanno la possibilità di importare talento dall’estero senza dover alzare gli stipendi. La forza lavoro diventa così più ampia e diminuisce la pressione inflattiva.

Altro effetto che è presente in un’economia globalizzata e che va in contrasto con il modello della Curva di Phillips è la deflazione importata. I consumatori dei paesi sviluppati si sono trovati nei recenti anni ad acquistare beni a costi ridotti provenienti da paesi concorrenziali e pertanto i prezzi generali sono scesi ulteriormente generando bassa inflazione o deflazione.

L’economia si evolve rapidamente e a volte alcune dinamiche vanno in contrasto con le teorie di importanti economisti. Le aziende non devono farsi trovare impreparate e devono adattarsi ai continui cambiamenti dotandosi di sistemi di pianificazione e di controllo periodico successivo al fine di poter essere pronti a qualsiasi modifica di strategia.

Studio Eidos può accompagnare le aziende in questa “nuova normalità”, per scoprire come contattateci.

Banca? No grazie. Il bello del business in autofinanziamento

Le imprese italiane non possono fare a meno delle banche poiché rappresentano il più importante canale di finanziamento. Ma come riporta Milano Finanza di sabato 10 settembre, ogni regola ha una sua eccezione: esistono molte imprese senza debiti finanziari che riescono a generare le risorse necessarie al proprio business senza ricorrere al credito bancario attingendo dalle proprie risorse e dalle proprie capacità gestionali.

Lo studio, effettuato da Milano Finanza e Leanus su circa 1350 PMI Italiane non indebitate, ha evidenziato come queste imprese siano caratterizzate da:

  • Margini operativi medio-bassi e con una variabilità a seconda del settore di appartenenza;
  • Struttura debitoria del campione non ottimale. Infatti nonostante l’assenza di debiti per finanziamenti di natura bancaria le aziende hanno una presenza importante di debiti commerciali, erariali o altri;
  • Buon equilibrio nella gestione del capitale circolante netto che genera bassi fabbisogni finanziari.

In definitiva come fanno queste imprese a svolgere la propria attività senza ricorre a finanziatori esterni con un livello di indebitamento rilevante? La risposta va cercata nella qualità del management e nella sua capacità di far leva sui due fattori chiave dell’autofinanziamento:

  • Tempi d’incasso e pagamento;
  • Il presidio della tesoreria aziendale e del capitale circolante.

Una loro corretta gestione darà la capacità all’azienda di mantenere il capitale circolante netto contenuto rispetto ai ricavi generati ottenendo quindi una struttura che permette di generare valore con un investimento minimo.

Come sempre Studio Eidos ritiene necessario per le Aziende essere aggiornate sui cambiamenti che interessano il loro operato. Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci

Banche. tra rigidità e stress-test. Ecco cosa serve rivedere

I recenti stress test hanno confermato la momentanea debolezza di Banca MPS e la sostanziale tenuta degli altri quattro Istituti di Credito italiani. Le quotazione dei titoli bancari come era logico attendersi si stanno mostrando molto volatili e senza una direzione precisa a conferma della forte instabilità di questa calda estate. Le banche più piccole inoltre, seppur risparmiate dall’esame dell’Eba, faticano a trovare la strada per un definitivo rilancio in un contesto caratterizzato da tassi bassi ed elevate sofferenze.
Molto critica Milano Finanza di questa settimana sugli stress test effettuati al punto da affermare “tanto rumore per nulla” e “c’è metodo in questa follia” rivolgendosi ai media che hanno alimentato dubbi e sospetti sulla tenuta del sistema bancario.

Occorre, secondo noi, riflettere attentamente su due aspetti in particolare:

  1. Il primo riguarda l’autorità che hanno attribuzioni di vigilanza bancaria e finanziaria (dall’Eba, alla Vigilanza unica, alla Commissione UE), le quali mostrano i punti critici di un’architettura istituzionalmente frammentata, articolata per pezzi di competenze e che dovrà essere significativamente rivista se si vuole definire una sede unitaria certa, trasparente, di regolazione e controllo;
  2. Il secondo concerne la necessità di revisione della vigente normativa comunitaria, oggi diffusamente criticata, sulle operazioni di risanamento ovvero Bail-in e Burden Sharing.

A tal proposito, per quel che riguarda il nostro paese, non possiamo non richiamare ancora una volta l’art.47 della Costituzione sulla tutela del risparmio con il quale la normativa europea del Bail-In va in conflitto, tanto da spingere anche il Governatore della Banca d’Italia a proporre modifiche a favore di una maggiore flessibilità che stenta a venir fuori, ma che avrebbe ripercussioni positive sul credito per PMI.

Studio Eidos è dalla parte delle imprese che sono il pilastro della crescita economica del paese e continuerà a supportarle con il know-how e gli strumenti in possesso. Per sapere come, contattateci.

Banche ed Europa: serve flessibilità per la ripresa

“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme: disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.” Ci dimentichiamo molto spesso dell’art. 47 della nostra Costituzione ed è importante ricordarlo soprattutto adesso in un contesto politico-economico incendiato dagli effetti post Brexit e dalle turbolenze che agitano il sistema bancario italiano con l’attacco a MPS da parte della Vigilanza Europea.

Ad oggi le normative europee non consentono l’intervento pubblico diretto per il salvataggio delle banche e l’eccessiva rigidità, intrinseca nei regolamenti del Patto di Stabilità degli Stati e nella disciplina del Bail-in, rischia letteralmente di spezzare il credito, elemento già indebolito da mille difficoltà.

Crediamo molto fermamente che adesso l’Italia debba prendere una posizione netta e schierarsi dalla parte produttiva del paese, imprese e famiglie. Occorre confrontarsi con le Istituzioni Europee e pressare per una soluzione più flessibile in cui lo Stato possa fare da argine contro gli sbalzi del mercato, proteggendo e rafforzando il nostro sistema bancario. Questo naturalmente lasciando le banche libere di fare il proprio mestiere, non agendo quindi come un vero e proprio operatore (banche pubbliche e imprese pubbliche), ma tramite l’utilizzo di pubbliche garanzie.

Un sistema bancario solido è figlio di una politica flessibile, di una politica che guardi alla concretezza delle proprie azioni e non soltanto ad una esatta escalation di prassi normative, cosi da avere ripercussioni positive anche per quelle realtà borderline che sempre troppo spesso non vengono supportate.

Con Bancopass puoi fare un check-up della tua impresa

Le imprese da oggi hanno un nuovo strumento per rendere più semplice, trasparente e efficace la pianificazione e la comunicazione economica, patrimoniale e finanziaria: è Bancopass (link) presentato il 13/06/2016 da Confindustria Firenze. Il servizio è gratuito e permette all’impresa di realizzare un check-up del proprio stato di salute.

Bancopass rappresenta la tappa più recente del percorso di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza per aumentare la qualità dei servizi offerti alle aziende e per supportarle nella relazione con le banche.
Ad oggi, lo hanno utilizzato oltre 700 imprese lombarde e sono 27 gli stakeholder finanziari (24 banche, 2 società di factoring e un fondo di minibond), che lo riconoscono come strumento efficace di dialogo, impegnandosi a dare alle aziende che lo utilizzano tempi di risposta massimi e certi e, in alcuni casi, anche condizioni economiche migliori.

La facilità di utilizzo ed i significativi vantaggi, quali aiuto nel monitoraggio del proprio stato e del contesto competitivo, aumento delle possibilità di accoglimento delle richieste di finanziamento e supporto nell’individuazione di scelte strategiche per sviluppare l’attività in modo organico, equilibrato e sostenibile, fanno di questo strumento una potente arma nelle mani degli imprenditori sia, come predetto, nei rapporti verso l’esterno, sia in ottica introspettiva per conoscere meglio la propria azienda.

Come affermato da Vincenzo Boccia – Presidente di Confindustria Nazionale – “Piccolo è bello, ma non sempre” ed è proprio sulla scia di questo significativo commento che Bancopass punta a rendere più bancabili i progetti di crescita delle PMI.

Studio Eidos condivide la strada intrapresa da Confindustria Firenze nell’ambito del credito e si fa promotore della cultura della pianificazione e dell’organizzazione aziendale: contattaci.

Il rendiconto finanziario: da obbligo a opportunità

Il D.Lgs. 139/2015, di attuazione della Direttiva 2013/34/UE, modifica la sezione IX del Codice Civile riguardante la redazione del bilancio (che vede anche interessate la maggior parte delle società non quotate, ovvero le PMI), includendo tra gli schemi obbligatori il Rendiconto Finanziario. Utilizzare questo strumento sarà importante in ottica prospettica, utile indicatore per le scelte da fare in azienda.

Con la modifica all’art. 2423, arricchito del comma 1-bis, ai sensi del quale vengono interessati il principio di rilevanza ed il principio di prevalenza della sostanza sulla forma, e con il nuovo art. 2425-ter , il rendiconto finanziario diventerà parte integrante del bilancio come documento obbligatorio, ad eccezione delle imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata e le micro-imprese, già a partire dagli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2016.

Con questo provvedimento, oltre a soddisfare una richiesta già sollevata dall’OIC 12 prima e l’OIC 10 oggi e ad allineare l’ordinamento contabile alla migliore prassi internazionale, potremo attingere alla base informativa fornita dal nuovo documento, la quale si concretizzerà nei seguenti vantaggi:

  • controllo del flusso di cassa (cash flow) generato e capacità di confronto dello stesso con il reddito (profit) desumibile dal Conto Economico;
  • utilizzo del cash flow quale grandezza maggiormente attendibile, perché non influenzata da valutazioni soggettive;
  • informativa sulla liquidità della struttura finanziaria dell’impresa, intesa come capacità di liberare risorse liquide presenti;

Le lettura di queste informazioni in ottica prospettica sarà utile sia per indicare l’ammontare, la tempistica e la certezza dei flussi di cassa futuri, sia per avere indicazioni sulla capacità dell’azienda di autofinanziarsi, ed in ultima analisi, ma non per questo meno importante, per una valutazione dei nuovi progetti d’investimento e della sostenibilità del debito da richiedere alle banche.

Tale modifica (insieme alle altre previste dal decreto), pertanto, non dovrà essere recepita come un mero obbligo da rispettare, quanto come uno strumento da sfruttare, considerando oltremodo che essa non impatterà soltanto sulla parte prettamente numerica, ma coinvolgerà a cascata anche i sistemi informativi, processi organizzativi ed il sistema di controllo interno, andando a richiedere nuove competenze agli operatori.

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PMI e Start-Up: l’innovazione passa dal crowdfunding

Come anticipato nelle precedenti news, l’introduzione di un sistema di rating per accedere al Fondo di Garanzia accrescerà la difficoltà di accesso al credito bancario per le PMI. Ma cosa possono fare le Start-up e le PMI innovative per reperire la liquidità necessaria a finanziare i propri progetti? Il nuovo modello di raccolta del capitale più snello e veloce chiamato equity crowdfunding potrebbe essere la soluzione.

L’equity crowdfunding, introdotto nel rapporto “Restart, Italia!” del Ministero della Sviluppo Economico e disciplinato dal Dlg. 179/2013 e dal Dlg, 3/2015, permette alle start-up innovative e alle PMI innovative di effettuare la raccolta di fondi on-line attraverso portali autorizzati sotto forma di capitale di rischio con il fine di reperire le risorse per realizzare un progetto d’investimento. La recente delibera della CONSOB n. 19520/2016 recepisce le modifiche introdotte dal Dlg. 3/2015 con l’obiettivo di semplificare la procedura di accesso al crowdfunding e ampliare la categoria degli investitori (investitori professionali e investitori a “supporto dell’innovazione”).

Il numero dei progetti d’investimento pubblicati dal 2013 ad oggi sulle piattaforme autorizzate è ancora molto basso (38 offerte pubblicate di cui ad oggi solo 15 concluse con successo) ma riteniamo che l’innovazione debba passare anche da forme alternative di finanza e ciò debba essere ulteriormente incentivato dallo Stato Italiano.

Studio Eidos è a disposizione delle aziende per approfondire queste importanti tematiche e può progettare insieme alle PMI gli investimenti e le strategie per il futuro.

Nuova-Sabatini, ecco tutti i dettagli

Lo scorso 23 marzo è stata emanata la nuova circolare attuativa relativa allo strumento agevolativo “Beni strumentali – Nuova Sabatini” all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto Mise – Mef 25 gennaio 2016. Come ricorda Il Sole 24 Ore del 27 marzo, le modifiche alla “Nuova Sabatini” prevedono che i contributi a favore delle PMI che acquistano bene strumentali possano essere concessi anche a fronte di finanziamenti erogati dalle banche e dalle società di leasing a valere su una provvista diversa dall’apposito plafond di Cassa depositi e prestiti (CDP). Ora le banche e gli altri intermediari finanziari potranno attingere alle proprie provviste per finanziare gli investimenti delle piccole e medie imprese.

A partire dal 2 maggio 2016 le imprese richiedenti potranno presentare le domande per la richiesta dei finanziamenti e dei contributi (maggiori informazioni in merito all’iter da seguire sul sito www.sviluppoeconomico.gov.it). In particolare si precisa che la PMI presenta alla banca la domanda di agevolazione che, in seguito alle verifiche di rito e alla conferma da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, può concedere il finanziamento anche su provviste diverse da quelle di CDP e la concessione può essere assistita fino all’80% dal Fondo di Garanzia.

Ricordiamo infine che a disposizione dei finanziamenti per gli investimenti in beni strumentali della Sabatini-ter ci sono 5 miliardi di euro (dai precedenti 2,5 mld). L’agevolazione è analoga alle precedenti Sabatini: finanziamento agevolato da 20mila a 2 milioni di euro per ogni impresa, con il ministero che copre parte degli interessi; l’investimento va effettuato nei successivi 12 mesi il piano di rientro e si articola in cinque anni. Rientrano tra le spese ammissibili: acquisto di macchinari, impianti, beni strumentali, attrezzature nuove, hardware e software.

Studio Eidos è partner delle imprese e come sempre ritiene che sia importante che queste siano aggiornate su tutte le novità che interessano il loro operato. Per qualsiasi approfondimento in merito non esitate a contattarci.